In queste ore, un caro amico, Attilio Romita, conoscendo le mie riflessioni sulla tecnologia mi scrive, in maniera larvatamente polemica, per segnalarmi che la robotizzazione, ne caso di Amazon, produce occupazione e non la riduce.
+++ Mentre sto pubblicando viene lanciata la notizia che la Guardia di Finanza accusa Amazon di aver evaso 130 milioni di Euro di tasse solo nel nostro paese. Cioè, fanno occupazione con i nostri soldi? Quelli che avremmo potuto spendere per migliori servizi sociali, sanità pubblica, scuole e ricerca?++++
Il casus belli viene fornito dalla notizia, riportata da alcuni quotidiani come La Stampa, La Repubblica, Il Messaggero dell’apertura di un magazzino di Amazon nel nostro paese. Da questa notizia si farebbe discendere, automaticamente, una “nuova” narrazione sull’impatto della robotizzazione sul lavoro umano. Il solito meccanismo lineare che porta a perdere la complessità dei fenomeni, come spesso accade nelle discussioni economiche che fermano le analisi sulla porta della loro fabbrica. Impatti generali, implicazioni ambientali, risvolti sui cicli di vita, umani e non, restano espunti perché non contabilizzati dalle trimestrali delle aziende su cui si calcola il valore nelle borse. Ma pesano sulla storia di tutti noi e su quella del pianeta.