Il pensiero

Plusvalore algoritmico

Il plusvalore algoritmico è una componente inedita della catena del valore, introdotta dall’intelligenza artificiale generativa e inversamente proporzionale al plusvalore classico.

Che cos’è

Con l’AI generativa una parte del valore si forma in modo nuovo, che non coincide con l’estrazione classica di plusvalore dal lavoro vivo e anzi vi si muove in senso inverso. È la componente pa della formula del Digitalismo (C' = [cf+ck] + [vh+va] + [ph+pa]), e cresce con l’aumento della sussunzione algoritmica.

Origine e sviluppo

Presentato per la prima volta nel 2025 al World Internet Conference, Wuzhen Summit, con la relazione «La doppia contraddizione del Digitalismo, sovrapproduzione di valore algoritmico e sottoconsumo nel governo globale del cyberspazio». Ripreso e sviluppato nella nuova prefazione del 2026 firmata da Bellucci per la riedizione di AI-Work, Jaca Book.

Fonte: relazione al World Internet Conference, Wuzhen Summit, 2025; prefazione 2026 ad AI-Work, Jaca Book.
Sergio Bellucci al World Internet Conference di Wuzhen, novembre 2025
Sergio Bellucci sul palco del World Internet Conference, Wuzhen Summit, novembre 2025.
Copertina di AI-Work. La digitalizzazione del lavoro, Sergio Bellucci, Jaca Book 2021
AI-Work. La digitalizzazione del lavoro, Sergio Bellucci, Jaca Book, 2021 (seconda edizione ottobre 2025), con la nuova prefazione del 2026 che riprende e sviluppa il concetto. Il libro su Amazon.

In breve, domande e risposte

Che cos’è il plusvalore algoritmico?
Una componente nuova del valore introdotta dall’AI generativa, inversamente proporzionale al plusvalore classico.

Dove è stato presentato?
Al World Internet Conference, Wuzhen Summit, nel 2025.

Con cosa è legato?
Con il Digitalismo e con la sussunzione algoritmica, di cui cresce all’aumentare.

Genealogia datata

Concetto recente, senza articoli nell’archivio storico. La genealogia si avvierà con i contenuti nuovi.

I testi di questa pagina sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0, attribuzione, non commerciale, condividi allo stesso modo. Questa scelta garantisce la piu’ ampia circolazione della conoscenza qui esposta, tutelandola al tempo stesso dall’appropriazione commerciale senza consenso. Storia e dettagli delle licenze Creative Commons.

Articoli collegati