Agli albori di Internet era la compilazione di moduli online a sostituire il lavoro degli impiegati delle aziende. In seguito è diventato ogni gesto compiuto dentro una piattaforma, in particolare quelle social, che produce dati e quindi valore per aziende che non riconoscono con alcuna retribuzione il lavoro così compiuto. Oggi è l’intera vita dentro la sfera digitale a essere produttiva di dati. Non lavoriamo più soltanto quando siamo al lavoro, contribuiamo al ciclo produttivo anche quando crediamo di riposare, passeggiamo per la città, guidiamo una macchina, usiamo una carta di credito o una tessera sconto al supermercato.
Il concetto viene introdotto nel 2005 nel libro E-Work, insieme all’esposizione organica del taylorismo digitale. Nel 2021 il libro AI-Work, Jaca Book, ne fa esplodere la portata e ne perfeziona l’analisi, alla luce della diffusione dell’intelligenza artificiale.
Che cos’è il lavoro implicito?
Il lavoro non retribuito che le piattaforme digitali estraggono da ogni gesto della vita quotidiana dentro la sfera digitale.
Dove viene teorizzato?
In E-Work, nel 2005, e perfezionato in AI-Work, nel 2021.
Lavoro implicito e l’estrazione di valore dalle relazioni, video
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