
Secondo voi perché nella rappresentazione giornalistica (e poi nell’immaginario collettivo si sedimenta una percezione):
Sarebbe opportuna una revisione del linguaggio e una ridefinizione delle categorie o, almeno, una giustificazione di un tale uso.
Abbiamo fior fiori di intellettuali, mass mediologi, responsabili della comunicazione dei partiti, ecc… che potrebbero/dovrebbero aprire un dibattito/confronto su un uso delle parole nei telegiornali e nell’informazione e ripristinare una “rappresentazione costituzionale” della comunicazione politica.
Intanto sarebbe opportuno che i rappresentanti delle forze politiche di sinistra rifiutassero sempre ed esplicitamente la categoria di estremo/estrema… prima di parlare di ogni cosa dicendo in apertura di ogni intervista: “Basta definirci estremisti o radicali! ma quale estremismo c’è nelle nostre proposte che spesso non vanno oltre il buonsenso del funzionamento di questo modello economico-sociale?”
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