Blockchain e politica estera

Molto spesso, per incapacità di lettura dei processi, si sottovalutano le conseguenze politiche delle tecnologie. Ecco, in questo esempio, come le novità della Blockchain si estendono alle scelte e alle opzioni disponibili per la politica.
Questo un annuncio che sembra essere legato solo ad una scelta, ma che ha radici profonde nella rivoluzione tecnologica.

Alcuni diranno: e cosa c'entra questa scelta con la tecnologia?
Ogni azione che si compie si basa sulle potenzialità disponibili e sulla creatività e le scelte che l'umani compie in precedenza.
Con una mossa apparentemente ininfluente per la geopolitica planetaria, nei mesi scorsi una delle principali banche russe (ma anche una cinese e una tedesca) sono entrate nella piattaforma social E-Toro. Ecco i tre principali protagonisti di questa rivoluzione degli investimenti 2.0.

Infatti, mentre quasi 4 miliardi di persone nel mondo si affanna a far guadagnare i proprietari dei comuni social, lavorando gratis per loro con scambi di foto dal luogo delle loro vacanze o i loro gattini – comportamenti dai quali si estraggono lucrosi Big Data -, si sviluppano social che applicano la potenza del web 2.0 alla finanza. Il bello è che questa piattaforma eToro ha, nel suo pacchetto di investimenti offerti, una centralità: accanto a materie prime, azioni di aziende e monete statali, offre la possibilità di mettere nel proprio portafoglio tre delle principali criptomonete, Bitcoin, Ethereum, Ripple. Russia, Cina e Germania stanno iniziando a svincolarsi dal gioco del dollaro e le criptovalute saranno/sono la nuova "arma" finanziaria che nei prossimi mesi sarà dispiegata.
L'incremento di affari della piattaforma, al di là delle risorse messe in gioco, si affianca alle decisioni delle principali banche mondiali di costruire attraverso le Blockchain flussi di scambi alternativi (e crescenti) di valore.
Oggi vediamo solo i primi vagiti, i piccoli passi talvolta stentati di una nuova strada… soprattutto per la parallela crisi del dollaro che in questi giorni sta registrando il ribasso più grande degli ultimi 15 anni, più forte si quello subito all'epoca della crisi dei sub-prime.

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