La Luna e i Robot

La Luna e i Robot

il Lavoro nel secolo digitale

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La Luna e i Robot
il Lavoro nel secolo digitale

Il secolo che abbiamo iniziato rappresenta un vero e proprio bivio nella storia umana.
Non solo la necessità di materie prime, di energia, di acqua sta mettendo a dura prova la tenuta del pianeta, dei suoi cicli ambientali, dell’equilibrio tra le specie viventi, ma le forme della produzione delle merci, la distribuzione delle risorse prodotte e la concentrazione progressiva in poche mani, sta mettendo a dura prova le società contemporanee.

Questi processi sono frutto delle grandi trasformazioni che le tecnologie stanno iniettando nel cuore delle nostre società. L’innovazione strategica di questi anni è stata l’introduzione delle tecnologie digitali. La loro ubiquità, la loro flessibilità, la loro pervasività ha trasformato tutto l’ambiente umano. Ma queste trasformazioni sono solo alla prima fase del loro sviluppo. Infatti, l’accelerazione alla quale siamo destinati prevede un aumento esponenziale dei cambiamenti in tutti gli ambiti della vita quotidiana, a partire dalle condizioni del lavoro.

Dato l’aumento esponenziale delle potenzialità di automazione dei processi produttivi, quale lavoro esisterà ancora tra 50 anni?
Sarà ancora il lavoro ad essere la modalità della distribuzione del reddito necessario alla vita delle persone?
Quale forma avrà il lavoro di domani?
Le nuove modalità di produzione sempre più interconnesse e correlate con le relazioni personali può coesistere con una forma di vita-lavoro pensata nell’ottocento con la suddivisione della giornata in 8 ore di lavoro, 8 ore di vita e 8 ore di sonno?
L’abbattimento dei prezzi degli impianti, la loro miniaturizzazione, lo sviluppo delle stampanti 3D, la prevalenza delle merci immateriali, possono prefigurare una riduzione di scala della produzione mondiale e controbilanciare le spinte al gigantismo delle grandi corporation?

Le potenzialità del digitale viene oggi intercettata dalle vecchie forme di proprietà, di controllo, di mercificazione e piegata alle esigenze delle vecchie forme di produzione capitalistica.
Cosa possiamo fare per dare forza alle logiche che si contrappongono a tale tendenza e costruiscono già forme altre di produzione, di lavoro, di socialità?

Di questo e di altro parleremo il

25 settembre 2015 a MILANO

ore 9.30 – 17.00 Sala Cobianchi

– Piazza Duomo, 19/a (angolo Via Silvio Pellico), Milano

Mattina

Introduce: Amarildo Arzuffi

Relatori: Pino Tripodi, Fabio Sebastiani, Edoardo Fleischner, Matteo Gaddi, Michele Mezza, Fabio Del Papa, Luigi Capolupo, Maurizio Dotti, Marco Trotta, Roberto D’Incau, Loris Caruso

Case History: interventi liberi di lavoratori, rappresentanti, esperti e professionisti

Chiude la sessione mattutina: Maria Pia Pizzolante

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Pomeriggio

Relatori: Giovanni Aliverti, Matteo Bolocan, Valter Casini, Irene Bregola, Giancarlo Albori, Giulia Ragonese, Jacopo Lanza

Interviene Stefano Fassina

Conclusioni di Sergio Bellucci

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