La Transizione Possibile -2

La Complessità della società e la Transizione

Negli ultimi anni, si è sviluppata la consapevolezza di una conoscenza che spesso è rimasta ai margini della profonda comprensione dei più. Talvolta essa emerge nelle locuzioni, negli articoli, nei discorsi, ma scivola il suo senso profondo, le conseguenze che comportano aver appreso tale conoscenza. Parliamo spesso, infatti, di una “società complessa”, di una “economia complessa”, di una “situazione complessa” e quasi sempre con il significato di “quasi inestricabile”, di una situazione che ha raggiunto una tale complicazione che difficilmente sia possibile esemplificarla nelle sue dinamiche. Ma in realtà, il retro pensiero è che si avesse il tempo, la pazienza e la voglia, potremmo farlo e avere tutto il quadro sotto controllo. Invece, non è così. La complessità ha sì le sue leggi ma descrive anche la necessaria consapevolezza che il sistema, quando è complesso, vive di una autonomia inconoscibile a priori anche se all’interno di dinamiche che ne possono descrivere gli ambiti di movimento.
Le leggi della transizione delle strutture complesse possono essere indicate come nel seguente schema:

omeostasi fasi di passaggio

 

 

 

 

 

Il problema è che nessuno sviluppo può durare all’infinito e che i dati che la “biforcazione catastrofica” sia stata intrapresa sono ufficiali. Il punto è la forma dell’onda che prenderà la omeostasi superiore. Nello schema, infatti, l’oscillazione una volta raggiunto il livello superiore di complessità del sistema, sono abbastanza contenute. Nessuno, però, garantisce che l’oscillazione sia così contenuta, anzi. Tutti i fattori che possiamo prevedere con le attuali conoscenze, ci dicono che
Le potenzialità che la tecno-scienza ci mette a disposizione producono un ambiente totalmente nuovo, un ambiente nel quale il fare umano non ha né le regole sociali, etiche o morali adatte, né la consapevolezza L’umanità è entrata in una fase di drammatica transizione o, se volete, ha imboccato, da alcuni decenni, una cosa che gli scienziati della complessità chiamano “biforcazione catastrofica”. Una biforcazione catastrofica è un cambiamento generale dell’equilibrio esistente nel sistema in grado di farlo evolvere verso un nuovo quadro. Il sistema per un lungo periodo ha oscillato intorno ad un punto (definibile e percepibile come “equilibrio”) poi uno o più accadimenti producono una modificazione che punta a modificare lo stato del sistema e a portarlo verso un altro punto.
Il tema è che questo passaggio non è mai lineare.

da A a B in modo lineare

 

 

 

 

Non si passa da un punto ad un altro con un semplice salto. Intorno al nuovo punto di equilibrio si determinano sempre oscillazioni che rappresentano la fase di assestamento del nuovo sistema complesso.

da A a B in modo transitorio
Il tema che abbiamo oggi di fronte è quando e come si produrrà, nella biforcazione catastrofica che ha già segnato la nostra umanità, il punto di inversione di tendenza e quanto saranno ampie le oscillazioni delle onde di assestamento. Queste oscillazioni saranno vissute come veri e propri ritorni al passato, ma in realtà costituiranno la fase di transizione verso il punto di equilibrio nuovo a cui tenderà il sistema.
Per questo serve una Transizione Possibile, una transizione ragionata che provi a ridurre le oscillazioni del sistema in cambio di fase e ridurre i drammi sociali, ambientali e di evoluzione a cui stiamo per assistere.

 

  • fine seconda puntata

 

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